Per amore e per passione …

    Io sono nata e cresciuta a Trevi poi quando ho finito le scuole superiori ho deciso che avrei intrapreso la carriera diplomatica, quindi mi sono inscritta alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Perugia ed ho cominciato a lavorare per realizzare il mio obiettivo e a viaggiare. Devo dire che ho girato parecchio, ma nel 1996, avevo 24 anni, qualcosa di molto particolare mi ha riportato a Trevi, per amore e per passione. Per amore di mio padre, che ha lasciato una famiglia molto unita e un’azienda agricola dedita alla “Cultura dell’Ulivo”.
    Sì, perché noi in famiglia quando parliamo di ulivi non parliamo solo di qualcosa che riguarda il nostro lavoro e quindi di un fattore di produzione, noi parliamo delle nostre radici, della nostra famiglia, della nostra vita.
    Bene, io mi sono trovata a dover scegliere se andare in giro per il mondo e seguire i miei obiettivi oppure restare e andare dietro alla ”mia passione”. Da quando ero piccola lui mi portava nei campi e il periodo più bello era quello della raccolta delle olive:
    quando tante donne affollavano le nostre “chiuse” e i canti e gli stornelli si inseguivano, quando a mezzogiorno si recitava la preghiera del ringraziamento, rigorosamente in latino, quando poi la sera si andava al mulino a consegnare le olive per farne l’olio e si sentiva forte l’odore, la fragranza delle olive frante e poi la bruschetta calda e “pizzicosa”, che ti brucia le papille gustative, proprio come deve essere quella dell’olio nuovo! E la “bonfinita”! Il pranzo di ringraziamento al termine della raccolta con tutti coloro che hanno partecipato: una festa allegra e chiassosa . La mia passione, dunque, è questa: portare avanti la lunga tradizione di famiglia di “cultori dell’ulivo”. Le nostre radici sono nelle radici di queste piante secolari che ancora si trovano in alcune zone del nostro territorio e la nostra storia è tutta collegata alla coltivazione dell’ulivo, dove ogni stagione ha i suoi riti e i suoi tempi: la concimazione, la potatura, l’estirpatura delle erbe che crescono sotto gli ulivi, la fioritura e l’attesa nel vedere le piccole drupe crescere e il 4 ottobre giorno di San Francesco la raccolta “dell’olia da curare”, le olive ancora verdi da trattare con la soda, e poi finalmente la raccolta!
    La magia della raccolta: i colori, i profumi, gli odori, i suoni… per quanto ho girato non sono mai riuscita a trovare in nessun posto un tramonto come quello a cui assisto ogni autunno in mezzo agli ulivi. La luce che emana ha veramente qualcosa di speciale…
    e il profumo del camino acceso e l’odore dei frantoi e il suono “dell’Ave Maria”. Tutta la fatica del lungo giorno di lavoro si assopisce di fronte a questo spettacolo e l’anima si rinfranca.
    Maria Zappelli Cardarelli

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